21/11/2017 03:32
LA PROCESSIONE E’ FERMA E LA CERA SI CONSUMA

LA PROCESSIONE E’ FERMA E LA CERA SI CONSUMA

Comune: la processione è ferma e la cera si consuma” per indicare una situazione di stallo che non si riesce a smuovere in alcun modo.

 

“La processione è ferma e la cera si consuma”. Quante volte abbiano ascoltato o esclamato questa massima! Sta ad indicare una situazione di stallo, di fermo assoluto che non si riesce a smuovere in alcun modo, nemmeno con il bulldozer! Nei nostri tempi possiamo ben calzare questo motto alla verifica politica del Comune di Santeramo, annunciata ufficialmente diversi mesi orsono e che non è stata ancora superata. La processione fatta di incontri dietro le quinte dentro e trai partiti di centro sinistra, è bloccata; la cera per mantenere in vita l’Amministrazione Comunale in carica, si consuma lentamente. Spettatori passivi i santermani che sanno della verifica ma non sono stati sinora messi a conoscenza dei contenuti e delle mete che ogni partito e ogni consigliere comunale di maggioranza intendono raggiungere. Ma, soprattutto, la cera di questa processione agonizzante si consuma senza che si stiamo risolvendo i tanti problemi che creano sofferenza e disagio. Si fa finta di camminare, di darsi coraggio, di creare movimentismo e non movimento senza risoluzione nemmeno dei problemi che erano avviati ad essere superati. La serie degli appalti non ancora aggiudicati, quali la mensa scolastica, la pubblica illuminazione e chi più ne ha più ne metta, blocca l’itinerario processionale e fa consumare non cera ma risorse finanziarie per dare seguito ai servizi pubblici che non possono essere sospesi. Fino a quando questa processione che sembra più un corteo funebre che altro, sarà ferma? Si possono conoscere gli ostacoli politici che ne bloccano il cammino? Si può rendere partecipe la cittadinanza che continua a sostare sui marciapiedi in attesa di assistere al passaggio della processione? Intanto la cera si consuma: passano i giorni e i problemi cittadini continuano a languire. E la città invece di essere illuminata a giorno, si deve accontentare della fioca luce dei flambeaux.

 

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