22/11/2017 19:14
LA MENSA DELLA FAME

LA MENSA DELLA FAME

Le donne si sentono tradite dalla inaccettabile proposta di continuare a svolgere il loro lavoro soltanto per due ore al giorno.

Continua con determinazione e tenacia la lotta delle diciotto donne santermane organizzate da circa 30 anni nella Cooperativa Comunità e Servizi che sino a maggio scorso ha egregiamente assolto al delicato servizio di fare mensa per i bambini della scuola materna e per alcune classi della scuola primaria a tempo pieno. Per sua natura, la mensa sfama ma in questo contesto la mensa sta portando alla fame quelle diciotto donne e le loro famiglie. Lo stanno facendo comprendere in maniera civile all’opinione pubblica santermana e, in particolare, al sindaco D’Ambrosio che anche questa mattina è stato accolto al suo arrivo in Piazza Municipio, al grido di “vigliacco, vigliacco”.

Dinanzi alla casa comunale campeggiano diversi striscioni di forte denuncia a quello che potrebbe essere definito “il tradimento della mensa”, parafrasando con rispetto il noto racconto evangelico, con il sindaco nelle vesti di Giuda. Le donne si sentono tradite dalla inaccettabile proposta di continuare a svolgere il loro lavoro soltanto per due ore al giorno che garantirebbe loro uno “stipendio” di circa 200 euro da portare nelle loro bisognose famiglie all’interno delle quale vi sono coniugi disoccupati, persone con handicap ed elementari bisogni quotidiani.

A queste condizioni, tutte le addette alla mensa non ci stanno. E’ una grande offesa alla loro riconosciuta e apprezzata professionalità; è una offesa ancora più grande alla loro dignità. Ma “dignità” è uno stile di vita che non alberga nei comportamenti della Amministrazione Comunale in carica. Se nella mattinata di ieri la vice sindaca Tina Cacciapaglia non si è nemmeno avvicinata alle donne in lotta e se il consigliere Sel Fabio Sampaolo ha fatto lo stesso, questa mattina nessun assessore comunale si è visto in Piazza Municipio come pure nessun consigliere di maggioranza ha avuto il coraggio di confrontarsi con le donne. Vergognosamente assente anche Gianni Sportelli, assessore alla Pubblica Istruzione e, quindi, amministratore che doveva essere in prima linea in questa battaglia.

Solitamente tutte le mattina diversi consiglieri comunali di maggioranza, cioè di persone elette per amministrare la città, bivaccano in Piazza Municipio perché nullafacenti. Da ieri mattina si vanno nascondendo. Solo il sempre “ignaro” Piero Girardi si è trovato a passare. Dinanzi alla protesta ha detto alle donne che andava a parlare con il sindaco senza poi riferire alle stesse la risposta ricevuta. Piccoli uomini, piccola politica.

La lotta è destinata a proseguire. Non c’è nessuna volontà delle diciotto responsabili madri di famiglia di alzare bandiera bianca. Saggia cosa sarebbe convocare con urgenza il Consiglio Comunale per ascoltare dalla viva voce dei consiglieri Bosco Antonio, Cecca Gabriele, Conversa Domenico, Fraccalviari Filippo, Girardi Pietro, Labarile Luigi, Putignano Marcello, Sampaolo Fabio e Stasolla Vito, insieme allo stipendiato presidente del Consiglio Comunale Ubaldo Manicone e al sempre assente Vito Ciriello, cosa ne pensano e cosa intendono fare prima di lunedì 17 ottobre, giorno in cui il sindaco ha deciso (sic!) la ripresa del servizio mensa.

 

 

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