
Il Gruppo Natuzzi e le rappresentanze sindacali hanno raggiunto un’intesa sulla riapertura in via sperimentale dell'ex reparto di falegnameria di Santeramo. Lo annuncia l'azienda che martedì 9 marzo ha incontrato i sindacati della provincia di Bari per discutere dell'accordo sottoscritto tra le parti il 16 giugno 2009 sulla cassa integrazione straordinaria. Il progetto di riapertura prevede un reparto di montaggio fusti che avrà l’obiettivo, in funzione della capacità produttiva espressa, di alimentare i siti produttivi di Ginosa e Santeramo–Iesce. L’organizzazione del reparto, basandosi sui capisaldi della Lean Production, sarà strutturata sulla integrazione delle fase di lavoro di montaggio e cinghiatura dei componenti realizzati nel sito rumeno di Baia Mare. «Dopo le verifiche di redditività e produttività del sistema - scrive l'azienda in una nota - il prossimo passaggio sarà quello di valutare gli ulteriori sviluppi ed applicazioni in altri ambiti del percorso industriale dei prossimi anni. In relazione alla nuova tipologia di lavoro per il montaggio fusti, i collaboratori privi di esperienze tecniche nella mansione di montatore, saranno coinvolti in un percorso formativo per acquisire un’adeguata preparazione di base». Francesco Basile, Direttore Centrale Risorse Umane del Gruppo Natuzzi ha dichiarato: «Siamo fieri di poterci presentare, in un momento così difficile per l’economia mondiale, con un progetto che va in direzione opposta agli attuali scenari industriali e che pone al centro il recupero e la riqualificazione delle nostre professionalità e delle nostre persone. Nel percorso per la riapertura dell’ex falegnameria, abbiamo preso atto della fattiva collaborazione delle organizzazione sindacali della provincia di Bari». Con questa decisione il Gruppo Natuzzi, consapevole del suo ruolo all’interno del territorio e del Distretto del mobile imbottito, ribadisce ancora una volta il suo impegno nel rilanciare l’azienda in una difficile situazione di mercato e salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali in Puglia e Basilicata.