
La Giornata Internazionale della Donna, celebrata l'8 marzo di ogni anno, intende ricordare non solo le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, ma soprattutto le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono vittime. L’origine storica e la scelta della data per la festa è incerta. La storia vuole che la data debba riferirsi ad un incendio di una fabbrica tessile statunitense in cui le lavoratrici scioperavano per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché il proprietario della fabbrica bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco e per le oltre 120 operaie prigioniere all’interno non vi fu scampo. Quel che è certo è che l’8 marzo è diventato il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità.
Purtroppo, nel corso degli anni la ricorrenza sta perdendo questa sua valenza per assumere una connotazione di mero carattere commerciale. Sebbene si festeggia queste data con manifestazioni e convegni sull'argomento, è andato in massima parte perduto il vero significato della festa della donna, perché in questa giornata sciami di donne in libera uscita, si riversano in pub, ristoranti per concedersi una serata trasgressiva, con menù mimosa e spogliarello maschile incluso.
In questa giornata è necessario fermarsi a riflettere sui problemi che purtroppo, pesano ancora oggi, sulla condizione della donna. Le notizie di cronaca testimoniano di stupri e violenze quasi quotidiane, spesso sono gli stranieri ad essere accusati, altrettanto spesso sono gli ambienti extra-domestici ad essere messi sotto la lente di ingrandimento. Salvo poi ammettere, con i dati, che sono le violenze che si perpetrano in luoghi familiari e da persone conosciute, quelle in maggior numero. In Italia, dall’entrata in vigore della legge sullo stalking, è emerso un fenomeno dalle dimensioni allarmanti, con centinaia di richieste di aiuto da parte delle vittime.
Abbiamo pensato di celebrare una data tanto importante, trasmettendo lunedì 8 marzo, la testimonianza di una donna vittima di stalking, affinché le sue parole richiamino alla nostra mente, il ricordo delle tante donne che ogni giorno urlano in silenzio, di quelle che non possono vivere la propria femminilità, delle donne intrappolate dai preconcetti e dalle ipocrisie.
L’8 marzo di quest’anno, sia un momento di riflessione e di confronto, per rinnovare le alleanze tra tutti coloro che rifiutano la sopraffazione e la violenza e credono nella pace e nella solidarietà umana.