28/10/2020 23:21
IL REFERENDUM COSTITUZIONALE A SANTERAMO

IL REFERENDUM COSTITUZIONALE A SANTERAMO

Ha vinto la coscienza di un popolo che anela cambiamenti profondi.

Sul quesito «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 12 ottobre 2019?», 10490 elettrici ed elettori di Santeramo, pari al 75,1%, hanno segnato la casella del “si”; 3480, pari al 24,9%, quella del “no”.

Un risultato senza equivoci, largo, convincente, che ha superato di oltre cinque punti percentuali la media nazionale che ha fermato la lancetta a qualche centesimo dal 70%.

Ben diversa l’affluenza alle urne. La media nazionale si è attestata al 53,84%; quella santermana al 68,5%. Di questi tempi quando continua ad imperversare l’astensionismo, è una partecipazione straordinariamente robusta.

Tanto a significare che i Santermani hanno buon gusto quando si tratta di votare per proposte interessanti; un po’ meno quando le forze politiche, “per qualche dollaro in più”, si contendono l’acquisizione del consenso senza esclusione di colpi che sortiscono l’effetto di allontanare l’elettorato dalle urne. Questo avviene sempre, soprattutto in chiave amministrativa. Quando si ragiona e ci si sforza di far comprendere la bontà di una proposta, gli elettori sono largamenTe generosi. Fra meno di due anni, Santeramo sceglierà la nuova Amministrazione. Si faccia tesoro di questo insegnamento.

La seconda riflessione riguarda lo stile della campagna elettorale che è stata avvolta dal “silenzio”. Solo il comitato elettorale del Movimento Cinque Stelle ha affisso un manifesto, ovviamente, per il “si”. Tutte le altre forze politiche locali, nessuna indicazione. Questo la dice lunga, sulla qualità della miseria politica che Santeramo sopporta, che è anche e soprattutto, culturale. La dice anche lunga sull’intelligenza del corpo elettorale che sceglie di testa sua a prescindere dalle sollecitazioni elettorali che è costretta talune volte a sopportare

Infine, un pensiero su quel “75,1%”. In esso c’è un ampio consenso trasversale. Se è corretto attribuire al Movimento Cinque Stelle, la bontà del referendum, è altresì onesto affermare che questa montagna di “si” non gli appartiene. Hanno vinto tutti in egual misura, donne e uomini nonché forze politiche o parte di esse che hanno condiviso il contenuto del referendum. Ha vinto la coscienza di un popolo che anela cambiamenti profondi a partire, ora, dalla immediata riduzione dell’indennità dei super pagati Parlamentari che devono tutti vergognarsi al pensiero che in Italia vi sono milioni di pensionati che percepiscono 500 euro mensili di pensione.

Sono certo che nel cuore di questo risultato ha serpeggiato il risentimento di tanti gente che vede in tutti i componenti del Parlamento, la vera casta che non può più tardare ad unirsi davvero alla vita del popolo nel bene e nel male, nella prosperità e nel bisogno, nel benessere e nei sacrifici.

2 commenti

  1. Buongiorno desidero rispondere al signor Franco Labarile.Il sentimento che la gente prova da anni è quello di avere istituzioni più snelle . Abbiamo bisogno di una cura dimagrante da parte della politica in tutti gli ambiti ancora più profonda, perché più politici abbiamo e più appetiti ci sono(da parte di alcuni).Creda Sig Labarile che molti di noi non sentiranno la mancanza di una manciata di senatori e onorevoli che votano leggi (di cui nella maggior parte dei casi ) non sanno neanche cosa stanno votando perché il Zingaretti,Salvini,DiMaio,Meloni oBerlusconi di turno ha detto di votare.E non mi venite a parlare di attentato alla Costituzione , di attentato alla Democrazia. Come vede il referendum è ancora un atto di Democrazia in questa Grande Italia.Mi auguro invece che i futuri Senatori e Onorevoli abbiano uno spessore morale è una preparazione maggiore dell’attuale classe dirigente.
    Un saluto Franco Marsico

  2. Un Parlamento a numero chiuso?
    La vittoria del Si al referendum copre, in parte, l’amarezza del Movimento 5 Stelle e del Centro Destra per l ‘ esito negativo delle Regionali in Puglia. Ritengo che l’ esito referendario e la stessa consultazione sul punto andava svincolata dallo schermo del voto regionale. Penso che meritava una campagna elettorale a parte, centralizzata sulle domande di fondo. Molti cittadini ritengo hanno votato Si sull ‘onda emozionale di un’ avversione alla malapolitica e agli sprechi. Se, però, per un attimo iniziamo a chiederci cosa accadrà dalla prossima legislatura in termini numerici per piccole Regioni come Basilicata, Molise ecc. allora scopriamo che forse non è stato proprio un affarone la vittoria del Si. La nostra stessa Puglia quanti deputati e senatori in meno potrà esprimere? Quale è poi il reale risparmio che il nuovo organigramma di Camera e Senato avrà per i cittadini. Una provocatoria testata giornalistica online ” Il Foglietto della Ricerca. It” ha calcolato che si aggira sui 90 centesimi a persona, il ” costo di un caffè”. Vi invito a leggere l ‘ articolo di Adriana Spera sul tema. Penso che i tentativi continui di sforbiciate alla Costituzione non sempre vadano assecondati. Personalmente la storiella del risparmio non mi ha convinto e per questo ho votato NO. Peccato che molti pensando di risparmiare per il bene del Paese non vedevano che, mentre il popolo festeggiava per il Si, all’INPS Tridico si autoconcedeva aumenti da nababbo.
    Un saluto, Franco Labarile

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