25/11/2017 10:52
GIU’ LE MANI DAL PALAZZO MARCHESALE

GIU’ LE MANI DAL PALAZZO MARCHESALE

Il centrodestra santermano finalmente unito si mobilita contro l’assegnazione del Palazzo Marchesale

Siamo alle solite. Ancora una volta, l’amministrazione presieduta da Michele D’Ambrosio mette in scena il triste teatrino dell’arroganza, dell’incompetenza e dell’insensato. Succede, infatti che, il Sindaco, non pago della meschina esibizione di Via Iacoviello, dove il “pubblico pagante” ha accolto la recita a pomodori in faccia e a suon di ricorsi amministrativi, torna a suonarcele con il suo inconfondibile stile fatto di disprezzo per gli interessi della comunità, inopportunità e totale assenza di dibattito politico. Questa volta la stonatura rimbomba dal Palazzo Marchesale, uno dei simboli della Città. E così, un pezzo della nostra Storia, costato 25 anni fa alle tasche dei contribuenti svariate centinaia di milioni di lire per il suo acquisto e nei lustri successivi oltre 10 milioni di euro per la sua ristrutturazione e valorizzazione, con un colpo di mano viene privatizzato e sottratto alla collettività.

Veniamo ai fatti.

Con una travagliata delibera di giunta spacciata per unanime, che ha invece aperto l’ennesima crisi politico amministrativa in seno alla maggioranza, in data 28 gennaio 2016 il Sindaco ha disposto l’affidamento a titolo di comodato (falsamente) oneroso del Palazzo Marchesale alla associazione “amica” A.R.C.I. STANDBY, assegnataria di un finanziamento ministeriale di 200.000 euro per la realizzazione di un progetto, compartecipato dal Comune per un ulteriore 10% di detta somma, destinato ad attività ed iniziative in favore di giovani tra i 18 e i 35 anni (cosiddetto coworking) che prevede anche la valorizzazione di beni demaniali o patrimoniali disponibili e non, appartenenti ad una pubblica amministrazione, “al fine di assicurarne la piena fruizione da parte della comunità tutta in relazione alla sua normale destinazione d’uso”.

Puntualizzato che il comodato è gratuito, perchè magicamente la quota di cofinanziamento comunale coincide proprio con il canone stabilito a carico dell’ associazione (20.000 euro per la durata di tre anni; durata prorogabile di ulteriori due anni, che non ci è dato sapere se compresi nell’”offerta” o ad un canone ancora a determinarsi), ci stupiscono non poco le motivazioni e modalità della scelta operata dall’amministrazione.

La scelta appare irragionevole perché Palazzo Marchesale non ha bisogno di pseudo valorizzazioni, in quanto ampiamente ristrutturato, recuperato, pienamente utilizzato e fruibile da qualsivoglia associazione culturale, sportiva, musicale, di volontariato, politica o sindacale cittadina, quindi funzionale all’intera comunità ed a sua disposizione.

In assenza di ragioni di opportunità e convenienza o di superiori interessi pubblici, l’  affidamento di un immobile di siffatta importanza storica, architettonica e culturale è incomprensibile: le attività programmate dalla associazione assegnataria ben potrebbero essere proficuamente svolte in altri immobili di proprietà comunale, quali quelli del PIT alla ZI, più confacenti al progettato coworking (favorire giovani professionisti senza studio proprio, attraverso la concessione-condivisione di spazi di lavoro); immobili inutilizzati, liberi ed oramai avviati al degrado, pertanto sicuramente da salvaguardare e valorizzare.

Alla luce di tanto, la concessione-regalo di Palazzo Carafa-Caracciolo appare un capriccioso arbitrio, la privatizzazione di una struttura pubblica, un vero esproprio in danno della cittadinanza.

Sicuramente inopportuno, altresì, che l’autorizzazione d’uso non sia stata preceduta dalla consultazione delle tante associazioni operanti sul territorio santermano, abituali utilizzatrici della struttura. Così come politicamente scorretto, se non addirittura giuridicamente illegittimo, che l’affidamento non sia passato all’esame dell’aula consiliare e semmai da questa autorizzato. Purtroppo, è bastato un colpo di mano effettuato nottetempo, all’insaputa della sua stessa maggioranza, perché il Sindaco, dopo aver saccheggiato le tasche dei cittadini a suon di balzelli, possa ora mettere le mani anche sulla Storia della nostra comunità. Ancora una volta, la città deve scontrarsi con una visione gestionale della cosa pubblica ottusa e settaria, quando non clientelare. Cercheremo di impedire l’ennesimo scempio: lasciamo agli elettori il compito di definire l’esatto significato dell’aggettivo “Dambrosiano”, che l’Accademia della Crusca presto inserirà con accezione negativa nel nostro vocabolario. Noi, nel frattempo, manifesteremo al grido di “GIU’ LE MANI DAL PALAZZO MARCHESALE !!”.

 

RACCOLTA FIRME E GAZEBO INFORMATIVO (Piazza Garibaldi e Piazza del Lago)

Giovedì 17 marzo 2016
ore 17.00 – 20.00

 

Domenica 20 marzo 2016
ore 10.00 – 13.00
ore 17.00 – 20.00

Le segreterie cittadine di
Noi con Salvini Santeramo, Forza Italia Santeramo e Fratelli d’Italia Santeramo

Un commento

  1. nicola donvito

    i leghisti che pena che fanno. ricordo il leghista riviello che in campagna elettorale non solo aveva in programma il coworking, ma si lamentava che lo stesso palazzo era chiuso ai giovani. una volta che i giovani vincono 200 mila euro da roma ladrona, questo soggetto cambia idea. patetico, arrogante e pericoloso per tutta santeramo. da elettore di destra mi vergogno per lui e per quello che posso mi scuso.

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