22/11/2017 02:59
GIA’ MILLE FIRME PER I LAVORATORI NATUZZI

GIA’ MILLE FIRME PER I LAVORATORI NATUZZI

Promotrice della petizione popolare, la USB unica organizzazione sindacale accanto ai lavoratori.

La USB comunica che la petizione popolare rivolta al MiSE, Regione Puglia e Regione Basilicata, per chiedere ad essi una presa di posizione a favore del reintegro in produzione dei Lavoratori della Natuzzi Spa esiliati presso lo stabilimento, non più attivo, di Ginosa (TA) e per un uso corretto del Contratto di Solidarietà ha già superato le 1000 firme.

L’iniziativa non può non far piacere agli oltre 350 lavoratoti della Natuzzi che da diversi mesi sono mobilitati per evitare lo spettro del licenziamento che potrebbe avvenire nel prossimo mese di ottobre.

Ecco il testo delle petizione popolare:

Al Ministero dello Sviluppo Economico

Alla Presidenza della Giunta Regionale Pugliese

Alla Presidenza della Giunta Regionale Lucana

“Premesso che:

– l’arte di fare divani è un inestimabile patrimonio economico, storico e culturale del nostro territorio, che sta andando verso l’estinzione. Una grossa responsabilità dello stillicidio occupazionale è imputabile alla Natuzzi Spa che, pur avendo a disposizione un enorme potenziale per affrontare la concorrenza dei mercati, quello della professionalità ed esperienza di tutti i suoi lavoratori, si ostina ad insistere sul versante della fallimentare riduzione del costo del lavoro;

– la Natuzzi Spa ha percepito nel tempo ingenti finanziamenti pubblici (38 milioni di euro stanziati a settembre 2015, solo per citarne l’ultimo in ordine di tempo).

Noi cittadini pugliesi e lucani chiediamo alle Istituzioni destinatarie della presente che pretendano dall’azienda Natuzzi la non apertura delle procedure di licenziamento collettivo nei prossimi mesi. Inoltre, chiediamo loro di garantire che ogni forma di ammortizzatore sociale sia applicata secondo il suo fine e le proprie regole e non come strumento di premialità o discriminazione ad uso e consumo dell’impresa. Pertanto, la Natuzzi Spa deve predisporre il rientro in produzione di tutti i suoi dipendenti, coinvolgendoli nel Contratto di Solidarietà, così come un utilizzo corretto di quest’ultimo vorrebbe.

Infine, chiediamo che, se nuove società dovessero insediarsi in loco e manifestare la volontà di assumere personale, si dia la priorità ai disoccupati di lunga data che non percepiscono nessun sostegno al reddito. E’ così che si comporta una comunità giusta e solidale”.

La USB, unica organizzazione sindacale accanto ai lavoratori, invita a firmare “la Petizione popolare per la solidarietà, il lavoro e la dignità. Si comincia dal caso emblematico della Natuzzi Spa, per affermare principi e valori in ogni azienda, ufficio e cantiere”.

 

 

 

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