06/06/2020 06:00
CONTRO LA CINA UNA NUONA “NORIMBERGA” (UNA DI DUE PARTI)
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CONTRO LA CINA UNA NUONA “NORIMBERGA” (UNA DI DUE PARTI)

Per la profondità e l’ampiezza del disastro, sarebbe onesto e legittimo pensare che l’umanità internazionale avvii nel prossimo futuro un processo contro che si è reso responsabile.

Al termine della seconda guerra mondiale, si svolse il noto “Processo di Norimberga” per giudicare un bel po’ di ex capi nazisti, responsabili di efferati delitti contro l’umanità, il più brutale dei quali fu sicuramene lo sterminio degli Ebrei. Una cosa giusta per il presente di allora e per la Storia di sempre. La carneficina di una moltitudine di innocenti e le ferite sanguinanti della guerra, causate dalla ferocia nazista, erano così profonde – e lo sono tuttora perché scolpite indelebilmente nei nostri ricordi – che non potevano essere lasciate impunite. La sete di giustizia andava soddisfatta non tanto e non solo per i pochissimi sopravvissuti ma anche e soprattutto per onorare la memoria degli Innocenti e per consegnare la verità alla Storia. Con tutte le dovute differenze storiche e culturali, trovo rilevante analogia tra quella sanguinante pagina di sterminio con il contagio presente che continua ad attanagliarci. A livello numerico è ancora presto per fare un raffronto. Ci vuole tempo e solo alla fine, saranno tirate le somme. Con questo andamento e fino a quando gli scienziati non troveranno i rimedi per arginare la pandemia, non è tanto sbagliato pensare e penare che le conseguenze a livello di decessi, anche questi di Innocenti, potrebbe essere superiore a quello già drammatico nei lager della seconda guerra mondiale. Poche, molto poche le notizie dall’Africa. Un silenzio che è già un allarme. Ovviamente, la speranza perché ciò non avvenga, non deve mai mancare.

Quindi, in entrambi i casi, si tratta di vittime innocenti, ovvero di persone comuni, semplici, con la loro vita fatta di alti e bassi, nonviolenta, pacifica, tanti con famiglia, uomini donne e bambini come tanti, che da un momento all’altro, senza nulla aver fatto di male, si sono trovate avviluppate nell’occhio letale del tornado nazista, ieri, e del mostruoso virus, oggi. Quando l’Innocenza subisce una violenza di questa fatta per mano dell’uomo, a prescindere da cosa essa sia stata brutalizzata, se dalle camere a gas di ieri o dalla diffusione dal virus killer di oggi, va difesa, riconosciuta, tutelata, esaltata. Vale a dire che come avvenne ieri, così nel nostro tempo non si potrà girare pagina come se nulla fosse accaduto, mettendoci una pietra sopra, con bon ton istituzionale e con scambi di solidarietà riparatrici che pur vi devono essere. Nessun colpo di spugna potrà mai cancellare questo momento del cammino dell’umanità. Questo virus è già scolpito nel dolore e alluvionato con le lacrime sulle tavole della Storia. Per la profondità e l’ampiezza del disastro globale, sarebbe onesto e legittimo pensare che l’umanità avvii nel prossimo futuro un processo contro chi si è reso responsabile. Non ora, ma a “fine guerra”, come a Norimberga. Quando ci sono morti e feriti sul campo di battaglia, si deve pensare prima a loro, senza distrazioni e con la massima determinazione dell’anima per dare degna sepoltura ai primi e soccorso altri. È ciò che si sta facendo in tutto il mondo, anche se tante vittime di questo contagio, soprattutto nelle zone a più “profondo rosso” in Italia, non hanno potuto ricevere la vicinanza affettuosa e dolorosa dei loro cari e l’onore di una degna sepoltura.

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