21/11/2017 05:38
“CHIAMATEMI FABRIZIO”
dav

“CHIAMATEMI FABRIZIO”

Dalle 18:00 circa di ieri, il prof. Fabrizio Baldassarre è ufficialmente il nuovo Sindaco di Santeramo. Verso quell’ora, infatti, presso il Palazzo Municipale gli è stato notificato l’atto di proclamazione del Giudice che, praticamente, gli ha conferito i poteri che la legge attribuisce al Primo Cittadino. Per completare l’atto di insediamento, il neo Sindaco dovrà prestare giuramento nella prima seduta del rinnovato Consiglio Comunale che, presumibilmente, si svolgerà intorno al 10 luglio.

Poco dopo, il Sindaco Baldassarre ha tenuto in Piazza Garibaldi il comizio di ringraziamento per la sua vittoria. Pacato, sereno, rilassato, il nel Sindaco, tra l’altro, ha detto: “Non chiamatemi Sindaco, ma Fabrizio. Vi aspetto al Comune perché mi possiate offrire un caffè”. Parole semplici ma sentite, umili non presuntuose, che non si ascoltavano da tanto tempo. Eravamo abituati a leggere e a sentire “io sono il sindaco, la mia amministrazione, io ho fatto questo o quest’altro”; parole autoritarie, di uno che non rappresentava la cittadinanza ma che la comandava”. Il neo Sindaco, invece, nella sua prima uscita pubblica, ha iniziato a farci dimenticare il recente passato per aprire una fase nuova della vita amministrativa dove i cittadini, indipendentemente dal loro credo politico, saranno i suoi migliori amici e non più sudditi come sono stati considerati fino al 31 marzo scorso.

Tra i presenti in piazza anche il monarca della scorsa legislatura, felice e applaudente che vuol farsi credere il tutor per la elezione a Sindaco del Prof. Baldassarre. Sono tante le spiegazioni che deve al neosindaco: il buco di oltre un milione di euro (che potrebbero essere anche tre) che gli ha fatto trovare Dove ha speso quei soldi? Perché li ha spesi? Un saggio e sano padre di famiglia spende i soldi soltanto se li ha in tasca. Non fa debiti. Che la Corte dei Conti possa far chiarezza. I proverbi non sbagliano mai: “La migliore difesa è l’attacco”. Ma ce n’è un altro: “I conti non si fanno senza l’oste”.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*