21/11/2017 03:29
CHE FINE HA FATTO IL CONSIGLIO COMUNALE SU VIA IACOVIELLO?

CHE FINE HA FATTO IL CONSIGLIO COMUNALE SU VIA IACOVIELLO?

Il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire il consiglio in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri.

A richiedere la convocazione del consiglio monotematico sulla assurda vicenda di via Iacoviello e della soppressione delle fermate dei pullman erano stati 4 consiglieri di minoranza Caponio, Larato, Silletti e Volpe, con un documento regolarmente protocollato.

Il consiglio, così come recita l’art. 39 del Dlgs 267/2000, doveva essere convocato entro il 15 settembre. In caso contrario, così come è avvenuto nel nostro comune, dove le leggi pare vengano interpretate a proprio uso e consumo, gli stessi consiglieri proponenti hanno facoltà di informare il Prefetto che provvede alla diffida e alla convocazione del consiglio comunale. Anche questo dettaglio è contenuto nella norma appena citata.
Ci dobbiamo pertanto aspettare a breve l’intervento del Prefetto per ristabilire la legalità in un comune dove viene calpestata quotidianamente anche la più essenziale democrazia.

L’interpretazione della norma non lascia dubbi o incertezze, di seguito riportiamo un estratto del parere espresso dal Servizio Affari Istituzionali e locali del Ministero dell’Interno:

Il Ministero dell’Interno ha inteso recepire quanto affermato da giurisprudenza altrettanto costante, secondo la quale, di fronte alla richiesta di convocazione, il presidente del consiglio può soltanto verificare, sotto il profilo formale, che la stessa provenga dal prescritto numero di soggetti legittimati, mentre non potrà sindacarne l’oggetto, atteso che spetta al consiglio comunale la verifica della propria competenza e, quindi, l’ammissibilità delle questioni da trattare.

Di conseguenza, rimane preclusa al presidente del consiglio, destinatario della richiesta di convocazione, una valutazione di merito circa l’ammissibilità delle questioni, salvo che non si tratti di oggetto che, in quanto illecito, impossibile o per legge manifestamente estraneo alle competenze del consiglio, in nessun caso potrebbe essere posto all’ordine del giorno, neppure su autonoma iniziativa del presidente stesso.

Nello specifico di quanto richiesto, si fa presente quanto segue.

a. La validità della richiesta da parte di un quinto dei consiglieri ai sensi dell’articolo 39, comma 2, del decreto legislativo 267/2000 è subordinata alla sottoscrizione dell’atto da parte dei consiglieri medesimi, non avendo alcun valore legale la dichiarazione del capogruppo di minoranza che la richiesta viene formulata «…anche a nome degli altri tre membri del Gruppo…».

b. Si richiama quanto già affermato nella parte generale del parere in ordine al consolidato orientamento secondo il quale al presidente del consiglio o al sindaco spetta soltanto la verifica formale che la stessa provenga dal numero di consiglieri previsto dalla legge, mentre non può sindacare l’oggetto delle questioni da trattare. Ne deriva che anche qualora l’argomento non sia configurabile quale proposta di deliberazione, al di là del nomen juris utilizzato dai proponenti, si ritiene che possa essere fatto rientrare negli strumenti previsti dall’articolo 22 del Regolamento, concernente il diritto di presentare interrogazioni, interpellanze e mozioni, e quindi finalizzato a consentire un dibattito in seno al consiglio in ordine a un accadimento che non può ritenersi estraneo alla sfera degli interessi della comunità che il consiglio comunale rappresenta, essendo rilevante piuttosto che l’elenco degli affari da trattare sia compilato in modo da non lasciare dubbi e incertezze sugli argomenti che devono formare oggetto di discussione.

Pertanto il consiglio comunale andava convocato entro ieri 15 settembre. Ora i consiglieri firmatari Caponio, Larato, Silletti e Volpe possono, se hanno volontà, informare il Prefetto che, come prevede la norma, procede alla diffida nei confronti del presidente del consiglio e alla successiva convocazione dell’assemblea. Sempre che non ritenga di inviare, nel nostro comune, un commissario per far luce sui numerosi esposti inoltrati da associazioni e cittadini negli ultimi mesi.

2 commenti

  1. Mi domando… dopo questo atto di IGNOBILE TRACOTANZA…noi cittadini possiamo raccogliere firme per mandarlo A CASAAAAA….!!!!!

  2. BASTA che se ne vada a casa questo DITTATORUCOLO…di campagna..!!!!!!!!!!!!

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