25/11/2017 10:46
CANONE RAI NELLA BOLLETTA LUCE: CASINI IN VISTA

CANONE RAI NELLA BOLLETTA LUCE: CASINI IN VISTA

Chi ha la fortuna di avere tre abitazioni (una in cui stabilmente risiede, una al mare e una in montagna, servite da energia elettrica), si vedrà recapitare tre canoni distinti in bolletta elettrica.

 

Per il canone Rai 2015, casini in vista. Tanto in nome della fasulla semplificazione di cui tutti si vanno astrattamente paladini. Da finanza utile.it, infatti, troviamo conferma come già anticipato che “la tassa più odiata dagli italiani, il Canone Rai, sarà inserita nella bolletta dell’energia elettrica. L’importo sarà pari a 65 euro, che sarà possibile diluire per ciascuna delle bollette (mensile o bimestrale a seconda del gestore). Sarà dunque collegata alla bolletta di erogazione dell’energia elettrica di ciascuna abitazione, a prescindere dal denunciato possesso o meno di una tv in casa. Si pagherà però per tutte le abitazioni: chi, ad esempio, ha la fortuna di avere tre abitazioni (una in cui stabilmente risiede, una al mare e una in montagna, servite da energia elettrica), si vedrà recapitare tre canoni distinti in bolletta elettrica. Se il progetto del Governo dovesse incontrare ostacoli lungo il cammino parlamentare o in fase di realizzazione, sono già allo studio delle contromisure, come l’inserimento della bolletta elettrica nella dichiarazione dei redditi, una novità della quale non si era parlato finora. Ma è proprio il fatto di dover pagare il canone anche su seconde o terze case che sta già creando i primi malumori. Ma la filosofia che sta a base di quella che chiamano riforma, parte dalla presunzione che chi è titolare di una utenza elettrica ha sicuramente anche la disponibilità di un televisore, quindi deve pagare il canone”. Quindi, il prossimo mese di gennaio nel corso del quale si è pagato fino al 2014 questo assurdo balzello, è destinato a creare scompiglio e confusione in tutte le famiglie che sono già stressate per i pagamenti di Tari, Tasi e quant’altro ancora. Siamo in Italia, in un Paese nel quale se non ci sono i casini, non si potrebbe chiamare tale.

 

 

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