19/06/2018 22:32
BANDIERA NIGERIANA SUL PALAZZO MUNICIPALE

BANDIERA NIGERIANA SUL PALAZZO MUNICIPALE

Il vento ha portato via la banda verticale rossa. La verde e la bianca sanno di Stato Nigeriano.

Quello che una volta era un parafulmini sul palazzo municipale, è utilizzato impropriamente dal sindaco in carica come asta della gloriosa bandiera italiana. E’ sufficiente leggere il DPR 121 del 7 aprile 2000, avente ad oggetto “Regolamento recante disciplina dell’uso delle bandiere della Repubblica italiana e dell’Unione europea da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici”, per rendersi conto che quella nostra amata bandiera non deve essere messa. E’ farla offesa in maniera continua. Si potrebbe dire che è un “bandierilegio”.

Da alcuni giorni, quella bandiera è priva della banda verticale rossa. Il vento l’ha portata via. Resistono quella verde e quella bianca che sanno tanto di bandiera nigeriana.

Speriamo che non sia più sostituita per tre motivi. Il primo perché è una offesa, come detto prima alla luce del richiamato Dpr, anche nei riguardi della bandiera europea.

Il secondo perché la sostituzione ha un costo di circa 250 euro a carico delle tasche dei santermani.

Il terzo perché non si può avere là la nostra bandiera e non averla, come per legge, sul balconcino della sede comunale in Piazza Giovanni Paolo II.

A Santeramo tutto sventola in maniera strana. Ancora per alcuni mesi. Poi il nostro Tricolore sventolerà in maniera ardente nei cuori di tutti i nostri Concittadini e nei posti giusti previsti dalla legge.

 

Un commento

  1. Figuriamoci se al nostro sindaco interessa la bandiera a stracci allocata sul parafulmini della casa comunale, cioè della casa di noi tutti. Io non sono d’accordo acchè la bandiera venga rimpiazzata con una nuova, nè sul parafulmini e neanche sul balcone di casa sua, dove immagino avrebbe voluto tenerla.
    Così come è messa rispecchia esattamente lo stato del nostro poverissimo comune, ridotto a stracci come la sua bandiera, molto peggio delle zone della Nigeria, che personalmente rispetto per la loro povertà appena diversa dalla nostra.

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