13/08/2020 09:38
ALLA “SIMONE -CALABRESE”  ISA MASSARO  SPEGNE 100 CANDELINE

ALLA “SIMONE -CALABRESE” ISA MASSARO SPEGNE 100 CANDELINE

Festa alla casa di riposo  comunale “Simone Calabrese”  ,  una torta con 100 candeline.  Isa Massaro è nata a Gioia del colle   il 20 maggio 1920 ma << mio padre mi ha registrato all’ufficio anagrafe il 23 maggio del 1920>> . A  farle gli auguri  Gianni Mastrangelo  sindaco di Gioia del colle  , Fabrizio Baldassarre primo cittadino di Santeramo e Serena Baldassarre  assessora alle politiche sociali di Santeramo.  Per lei  fascia tricolore, torta e brindisi per ringraziarla del grande esempio di vita soprattutto per le giovani generazioni. Circondata dai medici e infermieri, e in collegamento con il  figlio Adamo Fiorino, ha festeggiato un secolo di vita  . Un compleanno “blindato” purtroppo, visti i tempi, ma ugualmente speciale. Un compleanno in una situazione difficile tra mascherine e visiere. <<Avremmo voluto omaggiarla con una mega festa , ahimè non è stato  possibile- commenta   Giorgio  Gasparro presidente della struttura- ma non per questo non abbiamo rinunciato a farle spegnere le sue cento candeline. Un secolo di vita festeggiato al tempo del COVID-19 da aggiungere alla sua lunga storia già vissuta.A nome di tutti gli operatori e ospiti della Rssa  , sono onorato di porgere alla signora Isa Massaro i miei migliori auguri- > .La  signora Isa  è  molto lucida . Ricorda perfettamente ,date,nomi, con dovizia di particolari.Nulla sfugge alla sua memoria, <<Provengo da una famiglia modesta , mio padre falegname e conciatore pelli, uno dei primi a Gioia , mia madre casalinga, perché mio padre non ha voluto che lavorasse.  Ho due sorelle e due fratelli. Mio padre ci teneva molto alla nostra istruzione scolastica. Io ho studiato fino alla terza media.Mio padre era molto geloso di noi figlie femmine. Ho trascorso la mia fanciullezza in maniera molto serena , nonostante all’epoca ci fosse la guerra, infatti a gioia c’erano i tedeschi che sparavano. Mio padre non voleva che noi uscivamo di casa, potevamo andare  solo a scuola. Avevamo tanta paura.>> Il ricordo più bello della sua vita?<<Eh, ho tanti bei ricordi . Quando ho incontrato mio marito Filippo Fiorino ho provato una forte emozione, con lui ho trascorso 14 anni di fidanzamento, lui studiava , faceva il 3° anno di liceo, è diventato professore di storia e  filosofia. Ho amato e amo tanto mio marito in una maniera indescrivibile. Lui è morto a 100 anni e sei mesi.  Abbiamo passato molti anni insieme.  L’ho aspettato per 14 anni prima di sposarmi. Ci siamo sposati il 5 dicembre del 1950 . E’  stato un giorno  meraviglioso. Dal nostro amore è nato il nostro unico figlio Adamo.  Quando è nato mio marito non aprì  bocca dalla felicità, mi diede un lungo abbraccio, io riuscivo a sentire il suo cuore battere all’impazzata e mi fece trovare poggiata sul cuscino una bellissima rosa rossa. Un’altra gioia è stato l’unione in matrimonio di mio figlio con Marialuisa, una donna fantastica, dal loro amore sono nati i miei gioielli Alessandro e Arianna.Due nipoti meravigliosi, affettuosissimi. Purtroppo loro per motivi di lavoro risiedono lontani. Li amo. >> Isa  è vedova da circa un anno . <<Oggi sono qui , in casa di riposo , amata da tutto il personale , mi adorano e io adoro loro.  In questi mesi , dove a causa del coronavirus, sono state giustamente chiuse le porte della struttura a parenti e amici, ci siamo sentiti ancor più coccolati da tutto il personale. Grazie a Raffaella che con amore svolge questo lavoro. È sempre presente , allegra e con il cellulare in videochiamata ci fa vedere i nostri parenti.     Il segreto sono i rapporti affettivi ,non vivete in solitudine , ma circondatevi di belle persone, sorridete,  amate e fatevi amare.>>

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